POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

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Investire nel futuro, tutelare il patrimonio culturale e sviluppare nuove competenze!

POMPEII – SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

Il mondo è in continua evoluzione e noi siamo sempre più affascinati da ciò che è sopravvissuto ai millenni. Ogni punto tracciato sulla mappa dei monumenti storici unici ed insostituibili rappresenta un segnavia per il presente la cui importanza cresce di giorno in giorno. Questi monumenti devono essere conservati e tutelati!

La loro cura permette di preservare il passato e, insieme, di sviluppare nuove competenze: quando al restauro si uniscono formazione e ricerca di eccellenza, ciascuno di questi monumenti diventa una ‘piccola università’. Per questo motivo, prestigiose istituzioni europee hanno deciso di collaborare a un progetto di conservazione e restauro esemplare, capace di dare una prospettiva duratura ad alcuni significativi monumenti di Pompei e, al contempo, promuovere la ricerca nelle discipline umanistiche e scientifiche. Al fine di individuare nuove strade per intervenire con prontezza ed efficienza, il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT intende avvalersi del supporto di un patrocinio illuminato, interessato tanto al mondo antico quanto all’alta formazione dei nostri giovani talenti nei campi del restauro e dell’archeologia.

La documentazione digitale è la base per la realizzazione di nuovi interventi nell’ambito della conservazione e anche per la presentazione ad un ampio pubblico della ricerca e del lavoro svolto nella necropoli di Porta Nocera. Il CNR-IBAM, con il suo lavoro, accresce costantemente la mole di questi dati, come ben illustra questo film:

Dove ci posizioniamo

POMPEII – SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

Uno dei punti sulla carta mondiale dei monumenti più preziosi si colloca ai piedi del Vesuvio, a Pompei. In questa città scomparsa nel 79 d.C. sotto le ceneri del vulcano, il mondo antico è sopravvissuto per quasi duemila anni  come rinchiuso in una capsula del tempo. Oggi la parte scavata della città consente di compiere un viaggio nel passato unico nel suo genere: con i suoi 2.5 milioni di visitatori annui, Pompei è uno dei luoghi di cultura più frequentati al mondo.

Per queste ragioni il sito di Pompei, che l’UNESCO ha inserito nel patrimonio culturale dell’Umanità, è al centro di un ampio ed articolato programma di recupero e conservazione condotto dalla Soprintendenza  Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, anche nel quadro del Grande Progetto Pompei. La complessità dei problemi posti dal restauro del sito fanno di Pompei il candidato ideale per il nostro progetto: la loro soluzione richiede innovazione e metodi di conservazione sostenibile in grado di precorrere i tempi. La vasta gamma degli oggetti e degli edifici sopravvissuti a Pompei consente di svilupparvi soluzioni originali di risanamento, in grado di essere poi adottate nell’intero spazio dell’antichità europea. Intendiamo intraprendere a Pompei un’azione di  restauro per la durata di 10 anni, ma anche sviluppare nuovi metodi e materiali per una conservazione durevole dei siti antichi. Vogliamo inoltre promuovere la creazione di un centro di ricerca d’eccellenza per le scienze del restauro e la formazione multidisciplinare di giovani conservatori a Pompei innovando, in questo modo, nel modo di “fare archeologia” oggi.

Con cosa iniziamo

POMPEII – SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

Nell'autunno 2014, il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT ha incominciato i lavori di ricerca, documentazione e restauro in un’area di estremo rilievo e visibilità all’ingresso del sito archeologico: la Necropoli di Porta Nocera, che con i suoi 60 edifici funerari accoglie il visitatore proveniente dalla moderna cittadina di Pompei.

Com’è spesso il caso nelle città antiche, anche gli abitanti di Pompei hanno seppellito e onorato i propri morti immediatamente fuori dalle porte urbiche, in tombe che rispecchiavano il ruolo e lo status della famiglia all’interno della comunità. In nessun altro luogo del Mediterraneo greco-romano, un sepolcreto monumentale si è  conservato in tale ricchezza: nelle camere sepolcrali e sulle facciate delle tombe rimangono i resti di affreschi colorati e di raffinate decorazioni in stucco, nelle nicchie si conservano le statue e i busti dei defunti, i cui nomi, discendenza e titoli sono documentati da numerose iscrizioni funerarie. Resti di graffiti, antichi slogan elettorali dipinti e avvisi di spettacoli di gladiatori restituiscono l’immagine di un quartiere vivace e molto frequentato, in cui la vita quotidiana della città si mescolava con i rituali del funerale, del compianto e della memoria. Insieme alle altre quattro necropoli di Pompei a noi note, il quartiere di Porta Nocera costituisce parte integrante dell’antica città. Qui si trovavano tombe in  onore di cittadine e cittadini benemeriti, ma anche i sepolcri d’intere famiglie, le tombe di liberi e schiavi, donne e uomini, Pompeiani e stranieri. Questa varietà rende la Necropoli di Porta Nocera uno specchio, in microcosmo, della società nell’antica Pompei e rappresenta pertanto un eccezionale punto di partenza per approcciare la città e comprenderne i meccanismi e le dinamiche sociali.

Le necropoli di Pompei, inoltre, offrono una panoramica senza pari sulla storia del restauro architettonico e archeologico. Come un palinsesto dei successivi tentativi di ripristinare e conservare il patrimonio architettonicoantico, le necropoli di Pompei permettono, infatti, di  ripercorrere tutte le fasi dei restauri condotti sul sito fin dalla sua scoperta, studiandone e comprendendone le implicazioni e le conseguenze dal punto di vista della conservazione e della fisica delle costruzioni.

Con i suoi edifici monumentali bisognosi di cure e la molteplicità di temi e prospettive che offre per la ricerca nel campo della conservazione e la  didattica del restauro, la Necropoli di Porta Nocera costituisce, dunque, il luogo più indicato in cui inaugurare un progetto ambizioso e di ampia portata qual è il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT.  Archeologia, storia sociale, urbanistica, architettura, fisica, ingegneria,  restauro, scienze naturali - tutte le discipline coinvolte nel POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT contribuiranno a ricostruire un quadro completo di questo settore urbano, restituendolo nella sua interezza a studiosi e visitatori. Lungo un arco di cinque anni, il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT s’impegna a restaurare l’intera unità topografica costituita dalla Necropoli di Porta Nocera, con tutti i monumenti al suo interno. La Necropoli di Porta Nocera diventerà la prima maglia in una rete di salvataggio da estendere oltre la durata del progetto, per un’ampia azione di messa in sicurezza del sito.

3 ASPETTI – 20 PUNTI:
L’AGENDA DEL POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

POMPEII – SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

  • restauro sostenibile e integrale
  • conservazione preventiva e cura
  • documentazione e pubblicazione
  • creazione di un centro per l’archiviazione dei dati relativi al restauro
  • supporto all’implementazione del sistema informativo in uso presso la Soprintendenza per il monitoraggio dei fenomeni di degrado
  • elaborazione di concetti per un’apertura del sito al turismo sostenibile

FORMAZIONE

  • formazione di studenti nelle discipline di restauro, archeologia e storia dell’architettura
  • formazione avanzata di restauratori professionisti provenienti da altri ambiti culturali
  • seminari interdisciplinari sul tema della cura di paesaggi archeologici
  • corsi su Pompei per scuole della regione vesuviana e scuole-partner internazionali
  • formazione del personale di guardia e custodia
  • workshops e conferenze internazionali per una formazione avanzata relativa a competenze specifiche

RICERCA

  • sviluppo di metodi di restauro nuovi e di lunga durata
  • sviluppo di materiali di conservazione sostenibili
  • ricerca sulla climatizzazione per la conservazione preventiva
  • ricerca archeologica
  • ricerca in storia dell’architettura nell’ambito delle tecniche antiche di costruzione
  • ricerche di storia sociale legate agli abitanti del sito
  • sviluppo di strumenti di diffusione digitale che siano orientati ai resti
  • studi di storia del restauro a Pompei

Prima edizione dell’accademia internazionale di restauro del PSPP presso la Necropoli di Porta Nocera.

POMPEII – SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

Dopo la promettente partenza dello scorso anno, il 7 Settembre 2015 il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT ha dato inizio alla sua nuova campagna di lavori. Fino al 4 Novembre nove restauratori (dottoranti e studenti avanzati di master) provenienti da Germania, Italia, Spagna e Siria opereranno a Porta Nocera restaurando, facendo ricerca e, al contempo, nell’ambito della prima Summer Academy del PSPP, approfondiranno importanti temi storici e tecnici con l’apprendimento di nuove ed innovative tecniche sotto la guida degli esperti collaboratori di PSPP. Dopo un primo incontro sui lavori del progetto (9.-10.9.), nelle prossime settimane il team si concentrerà sulla messa in sicurezza delle superfici antiche dei monumenti funerari che sono considerati più a rischio. Accanto al lavoro pratico, i partecipanti al corso beneficeranno di seminari, guide e visite ad altri cantieri di restauro e di artigianato locale. Queste attività permetteranno loro di avere una chiara visione dei rischi corsi dai monumenti, ma anche delle iniziative innovative e orientate al futuro portate avanti dai progetti in corso nel golfo di Napoli.

Accanto alle attività della Summer Academy, il PSPP proporrà anche l’installazione di tettoie protettive per i monumenti funebri. Queste sono state sviluppate dalla TUM e, con la loro struttura modulare, non avranno bisogno di manutenzione alcuna per decenni e sono inoltre antisismiche. Senza questi elementi protettivi non si può pensare ad una conservazione duratura dei monumenti. Quest’anno dovrebbe essere installato il prototipo a Pompei.

Un altro progetto che contribuisce ad una conservazione sostenibile della Necropoli e alla ricerca è la digitalizzazione in modello 3D su un intero settore della Necropoli, oltre che del prototipo della tettoia e di altri monumenti, che era già stato iniziato con successo lo scorso anno dal IBAM-CNR. Inoltre il Laboratorio di Geofisica per l’archeologia e il Patrimonio Culturale dell’IBAM-CNR condurrà a termine anche analisi geofisiche, non invasive, delle strutture murarie per appurarne lo stato di conservazione.

Il PSPP si dedica anche alla sensibilizzazione del pubblico organizzando una serie di guide per gruppi, di diversa età e formazione, al fine di presentare e discutere il proprio lavoro. Inoltre PSPP ha partecipato attivamente alle “giornate del patrimonio“ 20.9. organizzate dalla Soprintendenza (SSPES).

La campagna è stata resa possibile dalla generosa donazione della Alan and Linde Katritzky Foundation (USA) che ringraziamo profondamente. Il trasferimento in toto della donazione dagli USA è stata possibile grazie ad una cooperazione degli American Friends of the DAI, che dunque vogliamo ringraziare qui nuovamente. Un grazie speciale va naturalmente alla Soprintendenza Speciale di Pompei, Ercolano e Stabia che ospita e sostiene il progetto in ogni modo possibile.

Alumni

CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE - FORMAZIONE - RICERCA
Alumni del PSPP parlano delle loro esperienze

Summer Academy 2015

La prima Summer Academy internazionale del Pompeii Sustainable Preservation Project è iniziata il 9 Settembre 2015 fino al 4 Novembre 2015. Vi hanno partecipato 10 studenti provenienti da cinque paesi e diverse istituzioni Europee di istruzione universitaria. I »veterani« hanno l’opportunità di accompagnare il PSPP anche nel futuro nell’ambito del progetto „Alumni network“. In questa pagina ci trasmettono brevemente le loro impressioni basate sulla propria esperienza a Pompei. A seguire il loro nome registriamo qui anche il paese di origine e il rispettivo posto di lavoro o studio nel 2015.

 

»An diesem außergewöhnlichen Ort, mit all den herzlichen und motivierten Menschen zu lernen und zu arbeiten, war eine großartige Erfahrung für mich. Besonders die Internationalität der Gruppe brachte Vielfalt, neue Perspektiven und Lebendigkeit in die Diskussionen, die konservatorische Arbeit und in die Nekropole vor der Porta Nocera. Die Zeit in Pompeji Bereich bereicherte mich um wertvolle Erfahrungen im Bereich der konservatorischen Arbeit in einer Weltkulturerbe-Stätte - dies ist im speziellen der Idee des PSPP zu verdanken, die es ermöglicht über alle Schritte, von der Bestandsaufnahme, über Konzeption, bis hin zur Umsetzung der Not Konservierungs-Maßnahme, zu einem konkreten Verständnis der Anforderungen einer Archäologischen Städte zu gelangen. Mit vielen freudigen Erinnerungen im Gepäck sage ich Dankeschön PSPP und Dankeschön an alle Mitstreiter. Es war mir eine große Freude.«

Edith Aichinger (Deutschland, Technische Universität München)


 

»Durch die Teilnahme an der Sommerakademie konnte ich viele wichtige Erfahrungen sammeln und neue Erkenntnisse erlangen. Dies ist zum einen dem interkulturellen Austausch zu verdanken, dass er immer wieder zu interessanten Diskussionen und neuen Ideen führte, aber auch der Struktur der Sommerakademie. Diese ermöglichte durch Vorträge, Exkursionen und dem Mitwirken bei der Entwicklung und Ausführung des Konservierungs-Konzepts für die Porta Nocera Nekropole, die Erlangung eines ganzheitlichen Verständnisses für die Situation vor Ort, die Problematiken und den Umgang mit einer antiken, archäologischen Stätte. Ich freue mich, dass ich dabei sein konnte, wünsche dem Projekt alles Gute und bin überzeugt, dass es auch in Zukunft erfolgreich weitergehen wird.«

Viola Klein (Deutschland, Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart)


 

»Pompeji ist mir eine Freude, dort zu arbeiten, zu lernen, die Umgebung zu bereisen, zusammen mit engagierten Menschen aus verschiedenen Ländern. Das alles ermöglichte mir das PSPP und ich hoffe, dass es das noch vielen anderen ermöglichen wird. Denn am schönsten und am sinnvollsten für den Erhalt von Pompeji sind das wiederkommen und weitermachen!«

Clara Friedl (Deutschland, Technische Universität München)

  


»In seguito alla campagna del PSPP mi sento arricchita. La possibilità di lovorare con un gruppo internazionale è molto stimolante perchè si mettono a confronto esperienze, idee, punti di vista, e opprocci diferenti.«

Chiara Marcon (Italien, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland)

 


»This project is a fresh breeze in Pompeii: nice energy blowing in the old site, in order to try the best to preserve it. Este proyecto es aire fresco para Pompeya: energia positiva dedicada a preservarlo.«

Montserat Lasunción Ascanio (Spanien, Freischaffende Restauratorin – Rom / Lyon / Barcelona) 

   



»È un gran piacere per me poter salutare e ringraziare nella mia lingua madre tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di partecipare al workshop sul restauro della necropoli di porta Nocera a Pompei in Italia che ha avuto luogo dal 09/09/2015 al 04/11/2015, nell’ambito del PSPP “Pompeii Sustainable Preservation Progect” in collaborazione con l’istituto Fraunhofer per la fisica della costruzione.

Il programma a cui ho potuto partecipare in questi ultimi due mesi  era estremamente ricco dal punto di vista degli aspetti tecnico-artistici e mi ha permesso di apprendere nuovi metodi e un nuovo modo di pensare al restauro, a livello spirituale ed educativo. L’atmosfera di lavoro era stimolante, le relazioni umane erano altamente professionali e cordiali all’interno del gruppo internazionale dei partecipanti: italiani, tedeschi ed altri, coordinatori, esperti e studenti.

Penso che un progetto come il PSPP basato su alti principi e profondi valori e diretto da persone di grande esperienza, sapere e d’alta sensibilità non solo verso gli oggetti da sottoporre a restauro, ma anche riguardo al modo di direzione delle risorse umane non poteva che avere successo.

Vorrei ringraziarvi ancora una volta per questa opportunità unica che mi ha permesso di vivere e sperimentare in una città antica come Pompei, augurandovi un continuo successo.«

8 novembre 2015 corrispondente al calendario lunare 26 Muḥarram 1437 H.

Joliana Salloum (Syrien, Università Roma Tre)


»An der PSPP Summer School teilzunehmen war nicht nur auf Grund der kulturellen Wichtigkeit Pompejis ein großartige Erfahrung für mich. Sich mit den komplexen Gegebenheiten einer archäologischen Stätte im Zusammenhang mit einer Konservierungsmaßnahme zu beschäftigen, war eine gute und hilfreiche Übung für jedes weitere restauratorische und konservatorische Denken und Handeln. Auch der Austausch untereinander und mit erfahrenen Restauratoren, genauso aber die interdisziplinäre Zusammenarbeit z. B. mit Archäologen hat mir sehr viel gebracht und Spaß gemacht.«

Karoline Santowski (Deutschland, Technische Hochschule Köln)


»Johann Wolfgang von Goethes Aussage über Pompeji (1787): ›Es ist viel Unheil in der Welt geschehen, aber wenig, das den Nachkommen so viel Freude gemacht hätte‹, hat bis heute seine Gültigkeit behalten. Die anhaltende Attraktivität der antiken Stadt mag auch daran liegen, das es den Traum derjenigen erfüllt, welche die Stadt wieder beleben wollen. Um die Stadt auch als solche wahrnehmen zu können, erfordert sie nach Kevin Lynch, ein wieder erkennbare Form und eine räumliche Struktur, aus der die Lage von Objekt und Betrachter unverkennbar hervorgeht und so ein emotionales Image schafft (identity 7 structure / meaning). Das PSPP-Projekt versucht genau hier neue Ansätze zu finden und bietet dabei eine Plattform für die jungen Generationen.«

Christian Kaiser (Italien, Technische Universität München)


 

»Sudjelovati u Porta Nocera kampanji (projektu) za mene je bilo odlično iskustvo iz nekoliko bitnijih razloga. Bilo je zanimljivo raditi sa studentima i stručnjacima iz različitih zemalja tj. različitih iskustava jer su se kroz brojne rasprave tijekom samog rada na grobnicama mogla čuti razna mišljenja o upotrebljenim materijalima i metodologiji njihove primijene. Osim stjecanja novih znanja to mi je omogućilo usporedbu s uobičajenom hrvatskom praksom te razinom edukacije studenata konzervacije-restauracije u mojoj zemlji. Pošto nikada prije nisam imala priliku raditi na lokalitetu kojemu su potrebne hitne mjere zaštite poput ovog (u smislu brojnih oštećenja i alarmantne potrebe za konsolidacijom), za mene je vrlo vrijedno iskustvo bilo usmjeriti pažnju na odabir prioriteta te način na koji postići optimalan učinak zaštite u zadanim okvirima. Bez obzira na njegovu ugroženost, ovakav način razmišljanja nužan je u suočavanju sa bilo kojom strukturom jer su idealni uvjeti rada u praksi vrlo rijetki te uvijek valja odvagati prednosti i nedostatke. Stoga me rad na Porta Nocera nekropoli potaknuo da hrvatskim studentima ukažem na razliku između idealnog pristupa i čitavog niza problema na koje se nailazi radeći u praksi te ih usmjeriti kako da u realnim, ne-idealnim uvjetimima postignu optimalne razultate. I na kraju, uz korist upoznavanja s nekim novim materijalima (npr. foam mortar), od prezentacija studenata, organizatora kampanje i ostalih stručnjaka tijekom njena posljednja dva dana, sretna sam na prilici da budem dijelom ove kampanje jer sam upoznala ljude koji strastveno vole svoj posao. Mislim da je ova kampanja te angažman njenih organizatora i svih njenih sudionika vrlo važan i velik doprinos napretku konzervatorsko-restauratorske struke te hvale vrijedan pristup zaštiti svjetske kulturne baštine. doc.mr.art. Neva Pološki, Odsjek za konzerviranje i restauriranje umjetnina Akademija likovnih umjetnosti, Zagreb, Hrvatska.«

doc.mr.art. Neva Pološki, Odsjek za konzerviranje i restauriranje umjetnina Akademija likovnih umjetnosti, Zagreb, Hrvatska

Chi siamo > Consorzio

Chi siamo

Il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT si basa sull’unione di forze e competenze di istituzioni di ricerca leader in Europa: la Fraunhofer-Gesellschaft e la Technische Universität di Monaco di Baviera promuovono il progetto, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Pompei, con il Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property (ICCROM) legato all’UNESCO nonché con l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La School of Geography and the Environment at the University of Oxford, l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il dipartimento di Storia antica della Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera, il Deutsche Archäologische Institut di Roma e l’Università di Pisa sostengono il progetto e vi contribuiscono con singoli
progetti di ricerca.

Il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT ha la propria sede legale presso l’Istituto Fraunhofer per la Fisica delle Costruzioni ed è un’associazione di diritto tedesco che fruisce dell’esperienza decennale dell’Istituto Fraunhofer nella gestione di cooperazioni internazionali.

La direzione scientifica del POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT è affidata ad un comitato internazionale di esperti che proviene dalle istituzioni partecipanti e dai patrocinatori. Il comitato direttivo è formato  dal Prof. Dr. Klaus Sedlbauer (Direttore dell’Istituto Fraunhofer per la Fisica   delle Costruzioni), dal Prof. Erwin Emmerling (Titolare della Cattedra di Restauro presso la Technische Universität di Monaco di Baviera), dal Prof. Dr. Stefano de Caro (Direttore Generale ICCROM), dal Prof. Dr. Massimo Osanna (Direttore Generale Soprintendenza Pompei), dal Prof. Dr. Daniele Malfitana (Direttore dell Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR) e da un rappresentante dell’Istituto
Superiore per la Conservazione ed il Restauro.

Cosa Facciamo

Il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT si propone di proteggere monumenti unici e, al tempo stesso, favorire lo sviluppo di  nuove competenze. A tal fine unisce il restauro di alta qualità alla ricerca d’eccellenza nelle discipline umanistiche e scientifiche e alla formazione di
giovani ricercatori.

Competenze eccellenti nella ricerca di base e applicata dovranno divenire i catalizzatori dei seguenti obiettivi del POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT:

  • Definizione di nuovi metodi di conservazione preventiva
  • Sviluppo di materiali, strategie e metodologie che possano essere utilizzati anche in altri siti antichi al di fuori di Pompei
  • Formazione di conservatori e giovani ricercatori come contributo al futuro della conservazione del patrimonio culturale mondiale
  • Restauro e messa in sicurezza a lungo termine di edifici pompeiani
  • Affermazione di Pompei come centro di ricerca per la conservazione duratura e sostenibile dell’architettura antica e del suo ornato
  • Documentazione degli edifici e della loro storia attraverso i metodi più moderni della ricerca archeologica e della storia dell’architettura
  • Sviluppo di nuovi concetti per strutture di salvaguardia dei monumenti, rispettose del sito e del visitatore
  • Ricerca biologica per un rinverdimento dei giardini antichi ecologicamente sostenibile e fedele ai rinvenimenti
  • Diffusione e comunicazione avanzata di notizie legate ai lavori e dei risultati della ricerca attraverso media tradizionali e online
  • Comunicazione sociale mirata ad accrescere la consapevolezza legata alla conservazione del patrimonio mondiale e al suo valore per il nostro presente e futuro

Come lavoriamo

Il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT segue una linea di approccio ‘globale’, in quanto interviene su unità topografiche della città  antica nel loro insieme. Riteniamo, infatti, che un restauro storicamente corretto e adeguato debba impiegare una cellula urbana come unità-base e mettere in sicurezza tutti i ritrovamenti al suo interno, dalla pittura parietale complessa fino al muro più minuto, agendo, dunque, per contesti.

La documentazione e il restauro saranno supportati da un sistematico lavoro di ricerca scientifica, le cui acquisizioni confluiranno nelle operazioni di cantiere. Attraverso la collaborazione e lo scambio di conoscenze con i restauratori attivi nei siti archeologici del Golfo di Napoli (Capri, Sorrento, Stabia, Ercolano, Torre Annunziata / Oplontis, Napoli, Baia, Cuma, Pozzuoli), il lavoro a Pompei potrà avvalersi di uno straordinario bacino di competenze ed esperienze. Le operazioni di ricerca, documentazione e restauro saranno accompagnate da cicli didattici a cadenza annuale (Summer School) dedicati alla storia del restauro e all’archeologia della regione, alle tecniche costruttive antiche,  nonché ai metodi e alle tecniche più aggiornate per il restauro architettonico ed archeologico. I partecipanti ai corsi di formazione saranno infatti coinvolti nel cantiere di restauro e nelle attività di ricerca, affiancando i professionisti (restauratori, archeologi e ricercatori) impegnati nelle operazioni di documentazione e ripristino delle strutture. Nell’ottica di un coinvolgimento della comunità locale e di una promozione della consapevolezza relativa al patrimonio culturale, il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT aprirà regolarmente il proprio cantiere alle scuole, permettendo ai ragazzi in visita un ‘incontro ravvicinato’ con il lavoro del restauratore e, soprattutto, con le sfide poste dalla conservazione di un sito come Pompei.

La presenza stabile del POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT a Pompei permetterà la creazione di un’infrastruttura in grado di supportare anche altri progetti, una vera e propria piattaforma operativa comune per la discussione e la ricerca nel campo del restauro archeologico. Colloqui e incontri di studio internazionali, pubblicazioni scientifiche e comunicazioni in sedi specialistiche permetteranno di diffondere i risultati di questo ambizioso progetto tanto tra i tecnici e gli esperti del settore, quanto presso  un più ampio pubblico.

Missione & Visione

POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

Prof. Dr. Francesco Bandarin, Former Director of the UNESCO World Heritage Center and Assistant Director-General for Culture

Dr. Dr h.c. mult. Hans Ulrich Seidt, ehem. Leiter der Abteilung für Kultur und Kommunikation des Auswärtigen Amts der Bundesrepublik Deutschland

Prof. Dr.-Ing. habil. Prof. E.h. Dr.-Ing. E.h. mult. Dr. h.c. Reimund Neugebauer, Präsident der Fraunhofer Gesellschaft

Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Wolfgang A. Herrmann, Präsident der Technischen Universität München

Pompeii, with all its ancient buildings and the setting of a completely preserved ancient city revealing all aspects of everyday life, is unique. This is a tremendous wealth for us who want to glimpse how Roman cities worked. Moreover, every visitor can experience this city walking through Roman streets, looking at shops, entering houses, exploring the way people lived and enjoying the pieces of art and fresco paintings that have survived the last 2000 years under the ashes from the eruption of mount Vesuvius. The effects of the changing climate, however, threaten them just like the mass-tourism and constantly advancing decay of walls and surfaces from wind and weather. This combination of threats and recent events make Pompeii the perfect laboratory showcase for the application of new directions in research. This endeavor must focus on new and long-lasting methods of conservation and sustainable forms of tourisms to preserve the Heritage of our World for the future generations. The outlined project, which combines a multidisciplinary approach in research with training and practical conservation, is a step in the right direction and has the potential to set new standards on how to operate in the field of long-term preventive conservation of archeological sites worldwide. 

Il sito di Pompei è unico al mondo, grazie ai suoi edifici e alla sua struttura urbana antica completamente preservata. Si tratta di un patrimonio inestimabile per tutti coloro che desiderino comprendere il funzionamento di una città romana. Ogni visitatore, infatti, può «vivere» l’esperienza di camminare lungo strade romane, osservare antichi negozi, entrare nelle case degli abitanti di un tempo, esplorando il loro modus vivendi ed ammirando i pezzi d’arte e gli affreschi sopravvissuti per 2000 anni sotto le ceneri del Vesuvio. Oggi, tuttavia, a minacciare il sito sono altri fattori: i cambiamenti climatici e gli agenti atmosferici, non meno dell’usura causata dal turismo di massa. La combinazione di questi elementi rende Pompei il luogo ideale dove applicare nuovi metodi di ricerca imperniati su tecnologie avanzate di conservazione per la media e lunga durata, nell’ottica dello sviluppo di forme di turismo sostenibili che consentano di preservare questa straordinaria eredità per le future generazioni. Il progetto che qui si presenta, con il suo approccio interdisciplinare alla ricerca e alla formazione, costituisce un passo nella giusta direzione e promette di stabilire nuovi standard per la conservazione preventiva di siti archeologici in tutto il mondo. 

Prof. Dr. Francesco Bandarin, Former Director of the UNESCO World Heritage Center and Assistant Director-General for Culture

L’antica Pompei non solo è un monumento culturale noto in tutto il mondo ma anche un esempio della lunga tradizione di successo della cooperazione italo-tedesca. Quale Direttore generale degli Affari culturali e della Comunicazione al Ministero federale degli Affari esteri accolgo espressamente con vivo favore questa iniziativa di istituti di ricerca tedeschi ed italiani. Essa ci aiuta a preservare valori universali per le generazioni future.

Dr. Dr h.c. mult. Hans Ulrich Seidt, ehem. Leiter der Abteilung für Kultur und Kommunikation des Auswärtigen Amts der Bundesrepublik Deutschland

Conservare il patrimonio culturale di Pompei è un atto dovuto anche nei confronti delle generazioni future. La Fraunhofer-Gesellschaft contribuirà in modo significativo a questo obiettivo grazie alla sua lunga esperienza nella ricerca applicata con tecnologie e metodi innovativi. In qualità di membro dell’alleanza per la ricerca per il patrimonio culturale, di cui sono iniziatori e membri la Fondazione Prussiana per il Patrimonio Culturale, la Leibniz-Gemeinschaft e il Fraunhofer, la Fraunhofer-Gesellschaft può vantare grandi competenze in ambito tecnico scientifico ed umanistico. Non posso che essere soddisfatto di partecipare all’iniziativa italo-tedesca facendo parte di questo progetto interdisciplinare che offre inoltre prospettive di lunga durata a giovani ricercatori.

Prof. Dr.-Ing. habil. Prof. E.h. Dr.-Ing. E.h. mult. Dr. h.c. Reimund Neugebauer, Präsident der Fraunhofer Gesellschaft

Pompei è allo stesso tempo paradigma di una cultura eccezionale e di una fine tragica come pochi altri siti. Essa simboleggia la cultura romana nelle sue espressioni più raffinate e la sua influenza sul piano internazionale è visibile nel XVIII e soprattutto nel XIX secolo. Il Re Ludwig I negli anni quaranta del 1800 lasciò edificare ad Aschaffenburg il Pompejanum, un edificio costruito sul modello della casa di Castore e Polluce con le dimensioni originali.

Generazioni di archeologi si sono impegnati a fondo per portare alla luce ampie zone della città antica, mentre dovran- no essere le future generazioni di archeologi, architetti, storici dell’architettura e restauratori a conservare nella maniera migliore questa eredità. Le sfide poste dalla corretta conservazione di un sito di enormi dimensioni sono notevoli ed i problemi immensi. Non posso che rallegrarmi del fatto che la Technische Universität di Monaco di Baviera partecipi, insieme al POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT, a uno sforzo collettivo per la conservazione di Pompei e sono convinto che le conoscenze esistenti nella nostra università e le competenze dei suoi membri possano guidare con successo un processo ottimale di conservazione e restauro così come previsto dal progetto che qui si presenta. Sostengo questa iniziativa, augurando ad essa ogni successo.

 

Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Wolfgang A. Herrmann, Präsident der Technischen Universität München


Sostenitori

POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT

S. Em. Rev. ma Gianfranco Cardinale Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura

« "Domenica andammo a Pompei. Molte sciagure sono accadute nel mondo, ma poche hanno procurato altrettanta gioia alla posterità" (Viaggio in Italia, 1787). Parafrasando Goethe, si potrebbe affermare che una nuova sciagura si stia abbattendo sul sito di Pompei. Abbiamo infatti ancora vive negli occhi le impressionanti immagini di alcuni disastrosi crolli appena due anni fa. Se infatti le ceneri del Vesuvio nel 79 d.C. portarono la morte, ma lasciarono straordinariamente intatte le strutture architettoniche, opere d'arte e oggetti di uso comune, dalla riscoperta del sito nel XVIII secolo fino ad oggi insidiosi agenti naturali, la costante usura dei flussi turistici e l'indifferenza delle istituzioni civili e delle stesse comunità locali e nazionali sono la causa di un degrado lento, inesorabile e potenzialmente irreversibile. Salutiamo quindi con gratitudine e speranza l'iniziativa dei giovani studiosi promotori del Pompeii Sustainable Preservation Project, volto al ricupero integrale di una delle necropoli della città, mediante la messa a punto di apposite metodologie e con l'intenzione di costituire un laboratorio di formazione per giovani leve nel campo del restauro. L'iniziativa, partendo da un'università tedesca, rinnova la tradizione dell'amore di quella nazione per il patrimonio culturale italiano, in accordo e in sinergia con le istituzioni e gli istituti di ricerca italiani. Auspichiamo infine che i privati che hanno la possibilità di mettere a disposizione mezzi economici lo facciano con generosità, affinchè l'umanità possa continuare a gioire di questo suo tesoro, come già i nostri antenati. »


Prof. Dr. Salvatore Settis, Accademico dei Lincei, della Bayerische Akademie der Wissenschaften, della Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, dell’Institut de France, della American Philosophical Society 

« La convergenza di ricerca sul campo, strategie conservative e formazione dei giovani dà a questo progetto uno statuto particolarmente alto e consapevole. Nessun luogo quanto Pompei si presta a una alta sperimentazione, che possa poi servire di modello-pilota per l’archeologia classica (e non solo). La straordinaria attenzione mediatica che si è concentrata sui problemi conservativi di Pompei negli ultimi anni e la possibilità di aggiungere i fondi di questo progetto a quelli dell’Unione Europea e del governo italiano potrà consentire sinergie preziose e irripetibili confronti di metodo. Contribuire a rilanciare la ricerca, la tutela e la conservazione di Pompei: il Pompeii Sustainable Preservation Project può essere un agente essenziale della rinascita di Pompei che si può prevedere nei prossimi anni. »


Dr. Matteo Pardo, Wissenschaftlicher Attaché an der Italienischen Botschaft in Berlin 

« Questo progetto unisce due diversi piani di cooperazione. Innanzitutto un piano transnazionale, principalmente fra Italia e Germania, che è mio compito d’ufficio sostenere. Più importante, e necessaria, ritengo sia però la collaborazione interdisciplinare – più ancora: interculturale – fra discipline scientifico-tecniche e discipline umanistiche. Mi auguro e credo che il beneficio di queste cooperazioni, di lungo periodo, comprendenti una parte significativa di formazione, potrebbe estendersi oltre Pompei. »


Prof. Dr. Gesine Schwan, Präsidentin der HUMBOLDT-VIADRINA School of Governance 

»Bildung, die in der geistigen Konfrontation mit historischen und kulturübergreifenden Erfahrungen Urteilsfähigkeit stärkt, und disziplinüberschreitende Kommunikation sind wichtige Grundlagen für die Zukunft Europas. In diesem Sinne hat das hier vorgestellte Projekt, das Denkmalschutz, Ausbildung und Forschung vereint, wegweisenden Charakter. Das Pompeji Sustainable Preservation Project verdient eine breite Unterstützung!«


Prof. Dr. Stefano De Caro, Director-General, International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property 

« La formazione di giovani conservatori e restauratori è una delle più importanti garanzie per il futuro della tutela dei monumenti antichi. Questo progetto, che unisce un approccio interdisciplinare ed internazionale ad una formazione sul campo, si muove certamente nella giusta direzione. Il contributo che esso offre attraverso lo sviluppo di capacità e competenze è inoltre di lunga durata ed anche questo è un importante elemento per il futuro della conservazione dei beni culturali. »


Arch. Gisella Capponi, Direttrice dell‘Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali 

« Gli aspetti relativi alla definizione dei piani di conservazione programmata, alla formazione e alla sperimentazione di metodologie per la conservazione delle superfici dell’architettura del PSPP rivestono per noi dell’ISCR particolare interesse. In questi campi il nostro Istituto ha maturato negli anni esperienze in Italia e all’estero che saremmo interessati a poter condividere con i partecipanti all’iniziativa. »


Prof. Andrew Wallace-Hadrill OBE FBA, Herculaneum Conservation Project and Director of Research, Faculty of Classics, University of Cambridge 

“Never has Pompeii been more desperately in need of conservation than at the present! Conservation problems are numerous and complex, and resolving them requires more than the mechanical application of known methodologies. Experiment and scientific testing remain fundamental, and for that reason too, in our experience, a major conservation project can add much to our scientific and archaeological knowledge. I wish you all success in your initiative.”


Prof. Dr. Henner von Hesberg, Direktor des Deutschen Archäologischen Instituts in Rom 

»Wer im Abstand von wenigen Jahren die Stadt besucht hat, wird mit Schrecken feststellen, dass ganze Wände antiker Malerei heute kaum mehr zu erkennen sind und ihre Wirkung verloren haben. Hier muss etwas geschehen! Jetzt ist unbedingt eine Konservierung erforderlich, die den noch vorhandenen Bestand besser schützt und für die Zukunft erhält. Die Abteilung Rom des Deutschen Archäologischen Instituts unterstützt deshalb nachdrücklich diese Initiative.«


Prof. Heather A. Viles, Professor of Biogeomorphology and Heritage Conservation, University of Oxford 

“The vast and complex ruined site at Pompeii presents a unique opportunity to improve our understanding of the causes and rates of deterioration of stonework and plaster. As a result, and building on expertise gained from the study of many other monuments, we will be able to develop novel and sustainable conservation strategies which will help preserve the monuments for years to come. Understanding the combination of factors which are causing deterioration in different parts of Pompeii, and working with (rather than against) natural processes are the foundations of our approach.”


Prof. Dr. Daniele Malfitana, Direttore dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente di Archeologia, Università di Catania 

« Pompei rappresenta una palestra straordinaria per chi opera nel settore della ricerca finalizzata allo sviluppo di metodologie e tecniche per il recupero e la conservazione del patrimonio archeologico e monumentale. Produrre conoscenza e ricerca, sperimentare azioni applicative per la conservazione della città antica, formare nuove competenze sono tre obiettivi strategici per il successo di un progetto quale il PSPP. Pompei rappresenta anche il contesto ideale per un dialogo tra scuole diverse perché è attraverso il dialogo ed il confronto, anche metodologico, che si raggiunge eccellenza di risultati. »


Prof. Dr. Klaus Sedlbauer, Leiter des Fraunhofer-Instituts für Bauphysik IBP 

»Durch die einzigartige Verbindung von Natur- und Geisteswissenschaften im Rahmen des PSPP werden alle beteiligten Fachrichtungen voneinander profitieren. Der Gedanke, Pompeji als Arbeitsfeld für bauphysikalische Forschung zu etablieren, ist ebenso außergewöhnlich wie vielversprechend!«


Prof. Erwin Emmerling, Ordinarius für Restaurierung, Kunsttechnologie und Konservierungswissenschaft der Technischen Universität München

»Seit Beginn der Ausgrabungen in Pompeji wird in der Stadt restauriert! Kein anderer Ort der europäischen Vergangenheit spiegelt in so dichter Form auch die Geschichte europäischer Restaurierungsmethoden wieder. Allein deswegen ist Pompeji der ideale Ort für ein (Ausbildungs-)Zentrum der Restaurierungswissenschaften!«


Prof. Dr. Massimo Osanna, Soprintendente, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia

« La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia ha recentemente intrapreso un piano ambizioso di conoscenza e conservazione del sito archeologico di Pompei, dei suoi edifici e manufatti. Il Pompeii Sustainable Preservation Project condivide gli obiettivi di questo impegno, al quale contribuisce con una preziosa opera di ricerca e formazione. Proprio da uno studio capillare dei monumenti e dalla formazione sul campo di restauratori ed archeologi deve ripartire il lavoro a Pompei, in un‘ottica di collaborazione e dialogo tra istituzioni e discipline. »

 

FUNDRAISING

Chi cerchiamo

Il POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT è un progetto basato sul Fundraising. La sua impostazione innovativa legata alla collaborazione di diverse istituzioni richiede risorse non ottenibili attraverso i tradizionali modi di finanziamento.

Puntiamo sulla sponsorizzazione diretta del progetto, in modo da garantire che i fondi vengano effettivamente impiegati nella ricerca e per gli oggetti da mettere in sicurezza. Il programma sarà realizzato nell’arco di dieci anni e richiede una somma complessiva di 10 milioni di Euro per consentire un lavoro di alta qualità. Questa somma consente di reclutare professionalità altamente qualificate per l’intera durata del progetto e include fondi per borse di studio, per l’invito di ricercatori ospiti, per l’acquisto di materiale da costruzione, per la ricerca e il finanziamento della pubblicazione e della diffusione dei risultati. La prima fase del progetto vedrà il gruppo di ricerca e lavoro concentrarsi sulla Necropoli di Porta Nocera: nell’arco di cinque anni, l’equipe del POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT provvederà alla documentazione e al restauro di questo eccezionale sepolcreto. Questa prima fase quinquennale del progetto, intesa a restituire a studiosi e visitatori un’intera unità topografica della città antica, documentata e ripristinata secondo certificati criteri di eccellenza, richiede finanziamenti per complessivi 6 milioni di Euro.

Cerchiamo sponsor che credano nel valore del progetto e si identifichino con i suoi tre pilastri portanti: mantenimento del patrimonio culturale, formazione, ricerca d’eccellenza. Insieme possiamo contribuire alla salvaguardia di questo sito centrale per la cultura occidentale, e al contempo, fare in modo che la necessaria cura dei monumenti e del passato diventi un investimento nel futuro e nella ricerca.

Donate

Donate al PSPP

aiutaci a sostenere la ricerca, l’educazione e la conservazione del patrimonio culturale!

Con il vostro aiuto possiamo portare avanti il nostro progetto: le vostre donazioni renderanno possibile l’avanzamento della ricerca, lo sviluppo di metodi, materiali e processi per una conservazione duratura dei siti archeologici e per la trasmissione del sapere a nuove generazioni di ricercatori e restauratori. Gli interventi in corso riguardano la conservazione duratura nel tempo della Necropoli di Porta Nocera a Pompei e stanno dando buoni frutti. Aiutateci a proseguire in questo percorso.

Inviate il vostro contributo al conto

BIC (SWIFT-CODE): DEUTDEMM 
IBAN: DE86 7007 0010 0752 1933 00 
Deutsche Bank, München 
con la causale: „sostegno al PSPP, 003-320285“

Per domande sulla vostra donazione potete contattarci all’indirizzo email donazione@pompeii-pspp.org

Nota informativa:
Attualmente la sede legale del PSPP si trova in Germania e, per questo motivo, le ricevute delle donazioni sono conformi alla normativa vigente in Germania. Per chi volesse sostenerci ora vanno tenute in considerazioni le seguenti linee guida: La Fraunhofer Gesellschaft promuove le scienze e la ricerca ed è esente dall’imposta delle persone giuridiche (esenzione confermata in data 11.11.2014). Per le donazioni fino a 200 euro, come ricevuta in Germania è sufficiente stampare questa pagina allegandovi la quietanza del proprio istituto di credito dell’avvenuta transazione dal numero di conto corrente corredato del nome dell’intestatario - o con altro metodo di identificazione del donatore e del beneficiario, della somma inviata e della data dell’operazione. In questi casi non è necessaria alcuna ricevuta aggiuntiva. Per donazioni sopra i 200 euro è previsto il rilascio di una ricevuta qualora sussistano le condizioni necessarie (in questo caso, per favore, scrivete come causale il vostro indirizzo e poi la dicitura “sostegno al Pompeii Sustainable Preservation Project“


Ringraziamo tutti gli amici e i partner che sostengono il PSPP!

  • Alan and Linde Katrizky Foundation
  • Lukas Heinemann
  • Kristin Oswald
  • Katharina Lara Claudia Franz
  • World of Wonders
  • Dr. Johanna Leissner
  • Prof. William Van Andringa
  • Annarosa Gallo

Il PSPP ha ottenuto finanziamenti per 238.600 € dall’Aprile 2015.

I nostri più sentiti ringraziamenti vanno anche agli American Friends of the German Archeological Institute e all’Istituto Archeologico Germanico per il sostegno nella campagna di fundraising negli Stati Uniti d’America.

NOVITÀ

Appuntamenti

Conferenze Internazionali

Presentazioni del progetto nei seguenti eventi:

  • 19. febbraio 2016, 10:30: " Pompei – difesa e conservazione del patrimonio culturale mondiale"
    Presso il Vorhölzer Forum della TU di Monaco di Baviera, Monaco di Baviera, Arcisstr. 21
    Conferenza stampa h. 10:30
    Follow-up per l'evento
  • 03. giugno 2015, 10:30: "Pompei. Progetti in corso e prospettive",  Dr. Massimo Osanna, Soprintende di Pompei, Gispoteca di Arte Antica, Pisa.
  • 03. giugno 2015, 10:30: "Pompeii Sustainable Preservation Projekt", Dr. Albrecht Matthaei, Fraunhofer IBP, Dr. Anna Anguissola, LMU München, Gispoteca di Arte Antica, Pisa.

  • 09. gennaio 2015: "Pompeii Sustainable Preservation Project: The First Campaing at the Nocera Gate Necropolis",
    Dr. Albrecht Matthaei, Fraunhofer IBP, Dr. Anna Anguissola, LMU München, und Dr. Ralf Kilian, Fraunhofer IBP,
    2015 AIA/SCS Joint Annual Meeting, 08. - 11. Gennaio 2015, New Orleans, USA
  • 20. novembre 2014: Zetesis - la Gioia della Ricerca, Roma

  • 02. - 05. gennaio 2014: Annual Meeting of the Archaeological Institute of America
  • 28. - 30. marzo 2014: Theoretical Roman Archaeology Conference (TRAC)

  • 07. - 09. maggio 2014: 2nd International Conference on Protection of Historical Constructions

Lo scorso “Pompei – difesa e conservazione del patrimonio culturale mondiale”

Lo scorso 19 Febbraio 2016 si è svolto il simposio “Pompei – difesa e conservazione del patrimonio culturale mondiale” presso la Technische Universität di Monaco di Baviera, organizzato dal Pompeii Sustainable Preservation Project, l’Istituto di Cultura Italiano a Monaco, l’associazione culturale “Phoenix Pompeji” e il Foro Italia sotto il patrocino del Consolato Generale d’Italia con il Suo più alto rappresentate, il Console Generale Renato Cianfarani. Siamo lieti di poter annunciare la piena riuscita dell’evento a cui hanno preso parte oltre 150 persone e che ha trovato ampia risonanza negli organi di stampa con più di 40 contributi.

In questa sede vorremmo nuovamente ringraziare tutti coloro che hanno partecipato all’evento, i Relatori e, naturalmente, gli Organizzatori. Il successo riscosso è per noi un’incoraggiante conferma lungo la via di sviluppo del progetto.

“Preservare il passato è un investimento nel futuro”: questa era la premessa del nostro pomeriggio di presentazioni a Monaco di Baviera che possiamo definire un successo  in virtù dell’alto afflusso  di pubblico e  della risonanza che l’evento ha avuto sugli organi di stampa.  Benché il numero di visitatori dei siti archeologici sia in continuo aumento, Pompei ed Ercolano sono stati a lungo considerati un patrimonio culturale di difficile tutela. Tuttavia, in tempi difficili come questi, lontano dai clamori e dalla consapevolezza dell’opinione pubblica tedesca, nel Golfo di Napoli sono in corso iniziative vòlte ad esaltare l’immenso potenziale del patrimonio culturale locale  in termini di sviluppo tecnico-scientifico. 

Questo cambio di rotta si deve ad una serie di progetti di restauro, nazionali ed internazionali, che si svolgono sotto l’egida della Soprintendenza Pompei. Questi progetti intendono garantire la conservazione duratura e sostenibile dei beni culturali,  tentando altresì di mettere a frutto  il potenziale dei siti in termini di sviluppo delle tecniche di restauro. Pompei ed Ercolano sono dunque divenuti nuovi luoghi di incontro e di scambio trans-disciplinare tra antichisti e restauratori, ma anche per  esperti di altre discipline che intendono contribuire sempre di più allo sviluppo di tecniche per la conservazione sostenibile (nuovi metodi di raccolta e conservazione digitale dei dati, sviluppo sostenibile di tettoie protettive, etc.) .

All’evento di Monaco di Baviera hanno discusso sullo stesso palco i Direttori del Grande Progetto, dell’Herculaneum Preservation Project e del Pompeii Sustainable Preservation Project, con lo scopo di informare l’opinione pubblica tedesca sugli sviluppi e sulle iniziative in corso. 

Il Direttore Generale della Soprintendenza Pompei, Prof. Dr. Massimo Osanna, ha illustrato gli sforzi e i risultati del Grande Progetto Pompei (GPP) (http://www.pompeiisites.org/Sezione.jsp?idSezione=354). Nel contesto, vengono svolti lavori importantissimi per la registrazione digitale e la valutazione dello stato di conservazione del sito, al fine di creare un database completo che  permetta una migliore visione e gestione degli interventi di conservazione. Accanto a queste attività vanno annoverati i numerosi progetti di restauro, le migliorie sulla sicurezza e sulle guide per i turisti e l’apertura degli archivi digitali. 

Il direttore dell’ICCROM (http://www.iccrom.org/), Prof. Stefano de Caro, ovvero di uno degli istituti facenti capo all’UNESCO per la conservazione dei beni culturali a livello mondiale e per l’alta formazione nelle scienze legate a questo campo,  ha presentato le sue riflessioni sul tema della storia degli scavi e sugli interventi di restauro a Pompei, dall’avvio delle attività archeologiche sino ai giorni nostri. Gli interventi realizzati a Pompei negli ultimi 250 anni sono stati caratterizzati dall’ alternarsi  di fasi di attività quasi euforiche, cui hanno fatto séguito periodi di stagnazione più o meno prolungati. Un inquadramento storico di ogni intervento consente di rendere queste informazioni un’importante fonte per gli studi nelle scienze della conservazione. De Caro ha avuto cura di sottolineare come gli interventi del GPP si inquadrino per la prima volta in un contesto europeo e non esclusivamente italiano. I numerosi interventi internazionali nell’area vesuviana fanno ben sperare e si segnalano come possibili nuovi segni per un nuovo atteggiamento nella conservazione e nelle tecniche di tutela dei siti antichi.

In séguito, il Prof. Dr. Andrew Wallace-Hadrill ha presentato un’altra delle iniziative meglio note dell’area vesuviana, l’Herculaneum Preservation Project (http://www.herculaneum.org/hcp-home/). Dalla sua presentazione sono emersi con evidenza  tre importanti fattori di cui tener conto: (1) conservazione e archeologia debbono procedere insieme, in quanto  gli interventi vòlti alla conservazione richiedono l’avvio di nuove indagini archeologiche. Questo punto è stato ben illustrato dal Prof. Wallace-Hadrill attraverso l’esempio del processo di bonifica delle fondazioni della città. (2) L’acqua è, al contempo, il problema principale e la sfida maggiore con cui  occorre misurarsi in area vesuviana. (3) Progetti come HCP possono svolgersi soltanto in aperto dialogo con le comunità locali. L’Herculaneum Conservation Project è stato finanziato dalla Fondazione Packard Humanities negli ultimi 15 anni, con contributi superiori – nel complesso -  a 10 Mio di euro. Anche per il suo modello finanziario HCP è per noi l’esempio primo da seguire per progetti di simile contenuto.

A chiudere il pomeriggio di presentazioni è stato il Dr. Ralf Kilian per il Pompeii Sustainable Preservation Project che ha illustrato il percorso del progetto negli ultimi 4 anni. Il PSPP ha al suo attivo un 2015 di successo, non da ultimo per l’attivazione della prima accademia estiva di conservazione di siti antichi che ha avuto luogo  a Porta Nocera e a cui hanno preso parte 10 giovani professionisti provenienti da 5 paesi diversi. I lavori hanno contemplato la valutazione di ogni aspetto importante per la conservazione, dalla stima dei rischi , alla pianificazione e alla determinazione della priorità di interventi di emergenza, nonché test di materiali, preparazione del cantiere e, non ultimo, la pratica di conservazione e la relativa documentazione.  La Technische Universität di Monaco di Baviera ha inoltre sviluppato il prototipo di una tettoia protettiva che dovrebbe essere istallata nella necropoli nel corso del 2016. Per la costruzione di altre tettoie si segnale poi l’impegno dell’associazione culturale Phoenix Pompeji che raccoglie fondi per questo fine e ha contribuito all’organizzazione dell’evento. Infine l’importante apporto del CNR-IBAM è stato messo in risalto da Kilian: il CNR-IBAM ha ulteriormente espanso la portata della sua documentazione digitale ben rappresentata in un film di 6 minuti visibile anche attraverso il nostro sito-web.

La discussione finale si è concentrata sul ruolo di Pompei e dell’area vesuviana come luoghi che possono dare un impulso importante al mantenimento del patrimonio culturale in tempo di crisi. Tutti i partecipanti alla discussione erano concordi nell’affermare l’importanza di informare adeguatamente l’opinione pubblica e nel mostrare come il tema della natura non-rinnovabile del patrimonio culturale mondiale debba essere più presente nel dibattito pubblico. A motivo della loro lunga tradizione e dell’importanza nella storia culturale europea, Pompei ed Ercolano possono dunque divenire veicoli di questa rinnovata consapevolezza.


Contatto




Direttore del Progetto

Prof. Dr. Ralf Kilian
ralf.kilian@ibp.fraunhofer.de
Telefono +49 8024 643-285


Coordinazione del Progetto

Sara Saba, PhD
sara.saba@ibp.fraunhofer.de
Telefono +49 8024 643-192




Consulente scientifico

Dr. Anna Anguissola
anna.anguissola@unipi.it
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Consulente scientifico
Albrecht Matthaei
albrechtmatthaei@googlemail.com
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